Sto un po’ tradendo il nome stesso del sito, nel senso che da un paio di mesi a questa parte ho deciso di lasciar perdere con la musica live, non in maniera totale, visto che anche la settimana scorsa ho fatto un concerto, e questa settimana ne ho due, ma sicuramente ho abbassato il ritmo, e da ora in poi andro’ a vedere solo i concerti che REALMENTE mi in interessano, niente piu’ nomi grossi buoni solo per dire all’amico ignorante un nome che puo’ conoscere, ma neanche niente band che potrebbero piacermi ma che suonano in locali di merda. Da ora in poi, va’ di regola il poco ma buono.
Ma chiudendo qui questa parentesi, che magari riprendero’ in avanti per spiegarvi meglio le mie motivazioni, oggi vi volevo parlare di tutt’altro.
E’ successo che a Pasqua, in una delle mie poche chiaccherate di famiglia, mia madre di punto in bianco e senza neanche un preavviso, mi tira fuori questo album fotografico che gli ha prestato una sua zia (e quindi mia prozia). Io gia’ stavo a bestemmia’ in armeno antico, immaginando foto del matrimonio dei miei, o me stesso in versione nana fare cose stupide, vestendo vestiti stupidi, con un taglio di capelli rasente il ridicolo ma che al tempo andava di moda. Ed invece con mia viva sorpresa, mi ritrovo ad ammirare foto stupende di parenti lontani (in una delle poche foto con la data si risale addirittura al 1934, ma non mi stupirei se altre fossero ancora piu’ vecchie) e molti dei quali ormai deceduti da molto tempo. Ovviamente mia mamma ha tirato fuori l’album semplicemente perche’ voleva che io, con quell’accricco assurdo chiamato “computer”, riuscissi a farne delle copie, anche perche’ le foto cominciavano a sentire parecchio il tempo, tra batteri che consumano i colori della carta e la carta stessa che comincia a sgretolarsi.
E, sorprendendo anche mia madre che si aspettava qualche scusa tipo “non c’ho il tempo”, “il computer e’ stato rapito dagli alieni” o “ho una malattia genetica che mi impedisce di usare il computer se chiesto da un parente”, ho detto “Certo che te lo faccio! E te le restauro pure!”. Detto questo infatti ho passato alcune sere a scannerizzare foto per foto (sono circa una quarantina), e da Pasqua ho iniziato un lavoro di restauro con Photoshop per riportare quasi alla bellezza originale queste foto.
Giusto per farvi un esempio, ecco come si presentava una delle foto prima del restauro:

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